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Nuove strategie clinicamente rilevanti per la modulazione relativa all'immunità delle Isole. PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Febbraio 2012 18:14

La Fondazione Italiana Diabete ha recentemente finanziato un importante ed innovativo progetto di ricerca. L'obiettivo del progetto è quello di valutare il potenziale terapeutico di un nuovo approccio molecolare finalizzato al trattamento del diabete ditipo 1 e al trapianto di isole.
Questa nuova strategia ha già mostrato promettenti risultati negli studi clinici pilota, che sono frutto di una proficua collaborazione di un team multidisciplinare internazionale di scienziati italiani sotto la supervisione del Professor Giovanni Monteleone dell'Università di Roma "Tor Vergata" e del Professor Camillo Ricordi del Diabetes Research Institute dell'Università di Miami. Nel mese di Ottobre 2011 la società Giuliani SpA e la Fondazione Italiana Diabete hanno deciso di sostenere questo progetto con una prima donazione di 50,000$ sottoforma di “matching grant”.
La Giuliani Spa, società farmaceutica non coinvolta nella produzione di strumenti o terapie per soggetti diabetici, ha inoltre fornito il know-how, i reagenti, le formulazioni delle molecole e le molecole di controllo necessarie per la conduzione degli studi proposti, oltre a fornire tutti i dati di tossicologia e di sicurezza disponibili e in continuo sviluppo, dimostrando un effettivo impegno verso la ricerca della cura definitiva al diabete di tipo 1.
La Fondazione Italiana Diabete ha deciso di finanziare questo studio concreto e promettente nella speranza che questa nuova strada conduca ad una cura definitiva della malattia. Inoltre questo progetto nasce da una collaborazione che è un esempio significativo della sinergia che si può creare in Italia tra settore pubblico e privato, valorizzata dal sostegno di ricercatori e strutture internazionali.
Questa è la direzione in cui la nostra Fondazione crede e desidera muoversi affinché, unendo le forze, si possa definire una nuova strategia terapeutica per la cura del diabete.

 

Fonte: Fondazione Italiana Diabete