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Primi test positivi per il pancreas artificiale made in Padova PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Settembre 2011 08:37

"Siamo riusciti a creare un sistema automatico che agisce in modo intelligente proprio come fa il nostro pancreas". Con queste entusiastiche parole il gruppo di lavoro composto da ingegneri e medici coordinati dal bioingegnere Claudio Cobelli dell'università di Padova ha presentato i positivi risultati dei primi test sull'uomo del pancreas artificiale.


DIABETE DI TIPO 1. Il pancreas artificiale è stato sperimentato tra Italia, Francia e Stati Uniti da una trentina di pazienti colpiti da diabete di tipo 1, ossia il diabete giovanile, scatenato dalla distruzione da parte del sistema immunitario delle cellule beta del pancreas che producono insulina.

I VANTAGGI. Dai dati raccolti è emerso che il sistema è in grado non solo di semplificare la vita al paziente, monitorando costantemente la glicemia e dosando in modo automatico la giusta insulina da infondere, ma anche di ridurre di ben cinque volte il rischio di pericolose crisi ipoglicemiche. “Abbiamo sviluppato un controllore automatico che fa comunicare tra loro i sensori sottocutanei che misurano la glicemia e le pompe che infondono l'insulina – spiegano i ricercatori padovani e dell'università di Pavia che ha collaborato - I test hanno dimostrato che l'uso di questo sistema riduce di cinque volte il numero di crisi ipoglicemiche rispetto alla terapia tradizionale in cui è il paziente a determinare manualmente la dose di insulina inoltre aumenta il tempo in cui i livelli della glicemia stanno all'interno dell'intervallo ideale".

SPERIMENTAZIONE A DOMICILIO. Entro il 2014 dovrebbe partire la sperimentazione a domicilio dei pazienti. Intanto, nei prossimi mesi, saranno condotti nuovi test su altri 48 soggetti. Il progetto di sviluppo del pancreas artificiale, presentato a Milano in occasione del congresso mondiale della Federazione Internazionale per il Controllo Automatico (Ifac), rientra in una serie di grandi progetti di ricerca internazionali finanziati dall'Unione europea, dai National institutes of health (Nih) statunitensi e dalla Juvenile diabetes research foundation (Jdrf).

 

da padovaoggi