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Che cosè l’RNA non-codificante? PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Aprile 2016 18:24

La celiachia è una malattia autoimmune in cui gli individui risultano geneticamente predisposti a sviluppare una risposta immunitaria contro il glutine, una proteina presente nei cereali (frumento, segale ed orzo). Si stima che circa il 40% della popolazione abbia la variante genica primaria associata con la celiaca, ma solo l'1% delle persone che presentano questi geni sviluppano poi l'infiammazione e le caratteristiche alterazioni intestinali della celiachia. 
"Non sappiamo il motivo per cui solo una frazione degli individui con fattori di rischio genetici per la celiachia, effettivamente poi diventa intollerante", ha dichiarato Peter Green, Professore di Medicina presso la Columbia University Medical Center (CUMC), e Direttore il Disease center celiaca alla Columbia University (dopo l’Università di Harvard, la Columbia è quella che ha vinto il maggior numero di premi Nobel al Mondo!

Affrontando questo importante problema, Green e collaboratori hanno identificato una variante comune in un “RNA non-codificante”, che contribuisce all’infiammazione intestinale delle persone affette da celiaca. L’importante studio è uscito oggi sulla rivista Science [Science 2016, v.352].
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Che cosè l’RNA non-codificante?
Per svolgere i migliaia di processi di tutte le cellule, il nostro DNA (presente nel nucleo) viene prima copiato in un'analoga molecola detta “RNA” (che porta l’informazione dei geni fuori dal nucleo), e poi tradotto in una sequenza di residui amminoacidici che formano le proteine (es. insulina), le “macchine biologiche” che danno struttura e funzione ai processi (Figura). 
In realtà la maggior parte della sequenza del nostro DNA, e così del corrispondente RNA, non viene tradotta in proteine (da qui, “RNA non-codificante”). L’RNA non-codificante appare quindi una specie di “scarto” di processo (un pò come la pasta che usiamo per fare la crostata e che eliminiamo perchè nella teglia non ci sta più... 
Tuttavia queste sequenze di RNA appaiono svolgere diverse azioni regolatorie cellulari, e sembrano associate alla comparsa di alcune rare malattie. 
Questo nuovo ed importanate studio sulla celiachia ne è un meravoglioso esempio. 
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Lo studio inizia dall’analisi di pazienti affetti, ed indentifica una correlazione tra il rischio di sviluppare la celiachia ed uno specifico RNA non-codificante (lnc13). I ricercatori hanno usato microfotografie da biopsie intestinali di pazienti di nuova diagnosi, le quali mostrano marcata distorsione architettonica con atrofia totale dei villi, iperplasia delle cripte, ed aumento dei linfociti intraepiteliali.

Attraverso una serie di esperimenti, i ricercatori hanno dimostrato che lnc13 interagisce normalmente con una comune famiglia di proteine che smorza l’espressione di alcuni geni direttamente associati alla celiachia. 
Al contrario, la variante difettosa di lnc13 presente nei celiaci lega malamente questo tipo di proteine, e porta ad una maggiore espressione di geni che promuovo il processo infiammatorio. I ricercatori hanno poi scoperto che i pazienti che avevano sviluppato la celiachia avevano livelli insolitamente bassi di lnc13 nel loro intestino, suggerendo che una sottoregolazione del gene che codifica questo tipo di RNA, può contribuire effettivamente all'infiammazione che riscontriamo nell'intestino dei celiaci.

"Questi risultati aggiungono un dettaglio importante per la nostra comprensione di come la celiachia si sviluppa. Dato che la maggior parte della popolazione consuma ampiamente questi cereali, la comprensione dei fattori che mettono certi individui più a rischio per lo sviluppo della malattia celiaca avrà un impatto notevole sulla vita di molte persone.” Ha detto Sankar Ghosh, Professore di Immunologia, capo del Dipt. di Microbiologia e Immunologia presso la Columbia che ha coordinato il lavoro di ricerca.”Negli studi futuri, continueremo ad approfondire i fattori che portano alla soppressione di lnc13, per progettare approcci che consentano di alleviare il processo infiammatorio associato alla celiachia.”

 

 

 

 

 

 

A cura di Gianpiero Garau