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Cellule beta: l’adenovirus le protegge dal rigetto PDF Stampa E-mail
Sabato 03 Gennaio 2009 06:06

Create cellule pancreatiche geneticamente modificate che non suscitano reazione di rigetto: si tratta di un passo enorme verso la cura del diabete di tipo 1.

Questo, almeno, è quanto annunciato da un gruppo di ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine del Bronx (New York) in un articolo anticipato il giorno di Natale dall'edizione online della rivista Gene Therapy .

Il diabete di tipo 1 è causato da una reazione autoimmune che porta l'organismo a distruggere le cellule pancreatiche. Fino a oggi il trapianto di queste cellule, indispensabili per la produzione da parte dell'organismo di insulina, aveva trovato un ostacolo insormontabile proprio nel problema del rigetto. Infatti, le cellule prelevate da donatori e trapiantate danno luogo a una forte reazione immunitaria contro la quale è necessario intervenire con forti dosi di farmaci che però hanno gravi effetti collaterali sul paziente stesso.

Ora i ricercatori statunitensi, guidati da Harris Goldstein, sarebbero riusciti – in un esperimento condotto su topi BALB/c (diabetici e affetti da immunodeficienza combinata grave o SCID) – ad aggirare l'ostacolo. Per farlo, i ricercatori hanno sfruttato la capacità di un virus (l'adenovirus) che riesce normalmente a nascondersi al sistema immunitario dei pazienti che infetta. Per questo hanno inserito all'interno di alcune cellule pancreatiche tre singoli geni del virus in modo da copiare la sua capacità di mimetismo. Poi hanno trasferito le cellule all'interno di topolini diabetici e hanno osservato un netto miglioramento delle loro condizioni.

I topolini sono riusciti a produrre da soli insulina per più di tre mesi, mentre quelli cui erano state trapiantate cellule non modificate sono riusciti a farlo solo per i (pochi) giorni che sono serviti al loro sistema immunitario per spazzare via le cellule estranee. «I tre geni che abbiamo inserito non sono chiaramente sufficienti per una terapia di lungo periodo» ha spiegato Goldstein, «ma costituiscono comunque un passo in avanti decisivo verso la creazione di cellule pancreatiche che possono riuscire a sopravvivere. Ora il prossimo passo della nostra ricerca sarà quello di scovare un quarto gene del virus necessario a rendere del tutto invisibili le cellule trapiantate».

Bibliografia

  1. Kojaoghlanian T , Joseph A , Follenzi A , Zheng JH , Leiser M , Fleischer N , Horwitz MS, DiLorenzo TP, Goldstein H . Lentivectors encoding immunosuppressive proteins genetically engineer pancreatic beta-cells to correct diabetes in allogeneic mice. Gene Therapy , advance online publication 25 dicembre 2008; doi: 10.1038/gt.2008.172

 

 

 

 

3 gennaio 2009