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Nasce al San Raffaele un nuovo centro d'eccellenza per lo studio del diabete. PDF Stampa E-mail
Sabato 13 Ottobre 2007 06:22

L'istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano lancia una nuova sfida al diabete: si chiama DRI (Diabetes Research Institute), un nuovo centro d'eccellenza internazionale per lo studio e la cura di una malattia che interessa oltre 3 milioni e mezzo di italiani

Nasce a Milano, presso l'istituto Scientifico Universitario San Raffaele il DRI, Diabetes Research Institute, che si propone da subito come centro d'eccellenza internazionale per lo studio e la cura del diabete.

Nel DRI coinfluiranno tutte le storiche attività di ricerca di base e ricerca clinica che nel corso degli anni hanno reso il San Raffaele un punto di riferimento in molti settori della ricerca sul diabete, come il trapianto di pancreas e di isole pancreatiche, gli studi di predizione e prevenzione del diabete di tipo 1, l'impiego degli infusori di insulina e sensori di glucosio, gli studi innovativi sul metabolismo, la prevenzione e la cura delle complicanze.

La creazione del DRI, con un impegnativo investimento, consentirà al San Raffaele di razionalizzare risorse umane ed economiche e incentivare la già stretta integrazione tra clinica e ricerca sul diabete, favorendo lo sviluppo di una rilevante massa critica di ricercatori indispensabile per condurre ricerche d'avanguardia nell'attuale contesto di elevata competitività internazionale.

La creazione di una struttura unitaria dedicata contribuirà a potenziare le numerose collaborazioni già attive ed a instaurarne di nuove, soprattutto a livello internazionale. Tra queste, di primaria importanza è l'inserimento del DRI del San Raffaele nella DRI Federation, un'alleanza di diversi DRI nel mondo coordinata dal centro di Miami diretto da Camillo Ricordi.

In particolare, con il gruppo di Miami verrà presto avviato uno studio clinico nei pazienti trapiantati di isole pancreatiche in cui si cercherà di impedire il rigetto attraverso la infusione di cellule T regolatorie (Tr 1), ovvero di linfociti capaci di indurre tolleranza immunitaria.

L'ingresso del DRI San Raffaele nella DRI Federation permetterà di sfruttare la tecnologia di comunicazione telematica avanzata DRI-Net dei laboratori di Miami: si creerà, così, un interscambio di informazioni, dati e immagini scientifiche in tempo reale, che renderà secondaria l'importanza della collocazione fisica dei singoli ricercatori.

Oltre a dare spazio a medici, biologi, e tecnici italiani e stranieri in formazione o già maturi, il sistema DRI-Net contribuirà a valorozzare le competenze dei ricercatori più esperti e a dare spazio ai più giovani.

E' la dimostrazione pratica che la scienza, già oggi e sempre più domani, si fa in rete, in una prospettiva globale, e che l'efficienza della ricerca si gioca anche in termini di flusso di idee e risultati, trasferibili a costo zero.

Un altro studio clinico di collaborazione di grande importanza verrà condotto dal DRI del San Raffaele all'interno di TrialNet, un consorzio internazionale finanziato da NIH (National Institutes of Health degli Stati Uniti) e dalla JDRF (Juvenile Diabetes Research Foundation) e riguarderà la possibilità di prevenire il diabete di tipo 1 nei bambini e nei giovani predisposti attraverso l'assunzione dell'insulina per bocca, che così somministrata funzionerebbe non più come un ormone, ma come una specie di vaccino.

Un'ulteriore linea di ricerca che grazie al DRI verrà presto avviata al San Raffaele è quella dell'imaging cellulare, per la quale è già stata acquisita una strumentazione molto sofisticata e tecnologicamente avanzata che consente di fotografare e seguire le cellule beta del pancreas, quelle che producono l'insulina, nei vari modelli preclinici, e presto anche clinici, di diabete e di trapianto.

Nell'attività di ricerca e clinica del DRI San Raffaele sarà impegnato uno staff complessivo di circa 100 professionisti tra medici, ricecatori, tecnici di laboratorio, infermieri di ricerca e giovani “post-doc”, ma l'obiettivo dichiarato è ampliare il più possibile l'organico, reclutando nel primo anno almeno altri 5 ricercatori già affermati in aggiunta ai 15 già arruolati.

Il budget richiesto per lo start up è di circa 8.000.000 di euro; 1.385.000 euro sono già stati donati dalla Fondazione Marazzina Onlus per l'acquisto di un sofisticatissimo macchinario per l'imaging molecolare.

La sede operativa del DRI San Raffaele occuperà un intero piano del Dibit2, gemello dello storico Dipartimento di Biotecnologie di via Olgettina, da oltre un decennio protagonista della migliore ricerca biomedica applicata e di base a livello mondiale, per una superficie totale di circa 1000 mq di spazi di laboratori e attività collegate.

Ma oltre a questa, l'attività medico-scientifica coinvolgerà in realtà l'intero San Raffaele che da sempre riconosce nel diabete una tematica di primario interesse trasversale, sia nelle sue componenti cliniche, sia in quelle della ricerca.


 

Fonte: Ufficio Stampa Istituto Scientifico Universitario San Raffaele

13 ottobre 2007