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Trapianti: terapie antirigetto addio? Studio apre nuove speranze PDF Stampa E-mail
Giovedì 07 Agosto 2008 08:07

Otto mesi senza farmaci antirigetto dopo un trapianto di rene. E' accaduto a un paziente coinvolto in uno studio pubblicato sulla rivista 'Transplant International'. Una ricerca che alimenta il sogno di chiunque convive con un organo nuovo: liberarsi dalle pesanti terapie da assumere a vita per impedire all'organismo di 'ribellarsi' contro il tessuto estraneo.

Nell'esperimento, coordinato da James Hutchinson dell'università tedesca di Schleswig-Holstein, è stata utilizzata un'infusione di cellule prelevate dal sangue del donatore e manipolate in laboratorio in modo da indurre la tolleranza all'organo impiantato. I risultati ottenuti finora su 17 pazienti sono promettenti, però preliminari, avverte Hutchinson. Cauto, ma ottimista: "Benché la procedura sia da perfezionare. apre entusiasmanti prospettive per medici e malati", assicura.

La nuova tecnica si basa appunto sull'infusione, prima o dopo il trapianto, di cellule specializzate chiamate TAICs (cellule induttrici di tolleranza al trapianto), fabbricate dagli scienziati partendo da un particolare tipo di cellule immunitarie del donatore. Leucociti che, modificati chimicamente ad hoc, acquistano la capacità di uccidere le cellule responsabili del rigetto.

Non solo: le 'cellule-soldato' così addestrate potenziano anche l'azione di altre cellule del ricevente, impegnate nel controllare il pericolo di reazione contro l'organo impiantato. Prima di essere infuse, le TAICs vengono tenute in coltura insieme a cellule del paziente operato o da operare, in modo da 'familiarizzare' con il suo sistema immunitario.

Nella prima fase dello studio 12 pazienti sottoposti a trapianto di rene da donatore cadavere hanno ricevuto la speciale infusione dopo l'intervento, insieme ai tradizionali farmaci antirigetto. Dopo la terapia 10 operati hanno potuto ridurre progressivamente il cocktail di medicinali, e 6 sono arrivati ad assumere basse dosi di un solo farmaco. Nella seconda fase della ricerca, 5 pazienti sottoposti a trapianto di rene da donatore vivente hanno ricevuto l'infusione di TAICs prima dell'intervento: uno è riuscito a non assumere farmaci antirigetto per 8 mesi, e altri tre sono stati 'svezzati' fino a ricevere un singolo medicinale in dosaggi light.

 

(Adnkronos Salute)

7 agosto 2008