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Nuove speranze con il trapianto fegato-pancreas PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Agosto 2005 16:11

Un rivoluzionario intervento eseguito con successo a Milano

43 anni, da quando ne aveva 20 costretto, per sopravvivere, ad assumere insulina. Ed era poi in quella fase che i medici definiscono "di insufficienza epatica conclamata", cioè evidente.
Patologie gravi, insomma. Tanto da costringerlo a continui ricoveri a causa dell'encefelopatia, dovuta appunto alla malattia al fegato e al trattamento del diabete.

Ora quell'uomo ha iniziato una vita nuova, grazie ai suoi nuovi organi. Merito dell'intervento al quale si è sottoposto circa un mese fa: un doppio trapianto di fegato e pancreas, primo caso in Italia. Un successo che apre una nuova frontiera nel campo della chirurgia e della cura dell'insufficienza epatica in soggetti diabetici.

Luogo del "miracolo", l'Ospedale Niguarda di Milano , dove il professor Luciano De Carlis, responsabile dell'Unità Operativa di Trapianti del Fegato dell'ospedale, insieme a Cosimo Vincenzo Sansalone, responsabile dell'Unità operativa di Trapianti di rene e pancreas, ha eseguito l'intervento.

"E' la prima volta - spiega de Carlis - che viene trapianto, insieme al fegato, un pancreas intero. E' tecnicamente molto più complesso ma presenta il vantaggio di un perfetto controllo della glicemia protratto nel tempo e di una riduzione delle complicanze correlate alla malattia diabetica. Insomma, maggiori certezze di funzionamento degli organi e guarigione completa dal diabete".

Il paziente che si è sottoposto all'intervento soffriva di cirrosi criptogenetica e di diabete non insulino-dipendente del primo tipo, una casistica in continuo aumento. In pratica le cellule vocate alla produzione di insulina vengono distrutte completamente da una reazione infiammatoria di tipo autoimmune. I pazienti con questo tipo di diabete hanno necessità di fare iniezioni di insulina per sopravvivere. O di fare un trapianto.

Dopo l'intervento le condizioni del 43enne sono buone, e c'è una "normale ripresa funzionale degli organi trapiantati". Le buone notizie riguardano soprattutto i pazienti giovani, diabetici o colpiti da forme di epatiti gravi: è a loro che De Carlis consiglia questo genere di trapianto.

Questo evento testimonia, ancora una volta, l'importanza della donazioni di organi. "Questo intervento - hanno dichiarato i chirurghi - è la prova che ogni organo donato salva una vita".

 


da Media TAU.it

29 agosto 2005