Diabete di tipo 1, rischio cardiovascolare inferiore rispetto al diabete di tipo 2

I pazienti affetti da diabete di tipo 1 risultano avere un rischio inferiore di eventi cardiovascolari rispetto a quelli con diabete di tipo 2, come rilevato da uno studio pubblicato sul Journal of the Society for Cardiovascular Angiography & Interventions (JSCAI). La ricerca evidenzia le differenze tra i due tipi di diabete e fornisce nuove intuizioni che potrebbero influenzare i futuri approcci terapeutici.

Il diabete di tipo 1 e di tipo 2 sono entrambi fattori di rischio ben noti per le malattie cardiovascolari. Numerose anomalie metaboliche, che variano tra i due tipi di diabete, determinano un aumento dell’aterogenesi: iperglicemia, resistenza all’insulina, dislipidemia, infiammazione, specie reattive dell’ossigeno, disfunzione endoteliale, ipercoagulabilità e calcificazione vascolare. Di conseguenza, i pazienti diabetici presentano volumi maggiori di placca arteriosa e diametri del lume arterioso più piccoli rispetto ai non diabetici.

Tuttavia i due tipi di diabete sono fondamentalmente diversi, in quanto il diabete di tipo 1 deriva da una carenza di insulina mentre il diabete di tipo 2 deriva da insensibilità all’insulina. Inoltre in letteratura vi sono scarsi dati sull’associazione con gli eventi cardiovascolari in queste due distinte entità di malattia. Pertanto l’obiettivo degli autori era comprendere se i pazienti che ricevono cure per le due forme di diabete hanno rischi diversi di sviluppare coronaropatia, ictus o arteriopatia periferica e di richiedere procedure di rivascolarizzazione.

Tassi inferiori di eventi cardiovascolari nel diabete di tipo 1
Lo studio ha analizzato il Veradigm Metabolic Registry, gestito in collaborazione con l’American College of Cardiology, che include i dati di 1,5 milioni di soggetti da oltre 700 strutture. La popolazione dello studio era formata da quasi 6.000 pazienti con diabete di tipo 1 (3,59%) e oltre 156mila con diabete di tipo 2 (95,41%), con un totale di 758.643 visite. I pazienti con diabete di tipo 1 erano più giovani e avevano meno comorbilità.

Si sono verificati in totale 11.096 eventi cardiovascolari incidenti con un rapporto di prevalenza di 0,63 per un numero inferiore di eventi associati al diabete di tipo 1 rispetto a quello di tipo 2. Dopo aggiustamento per l’età, il rapporto di prevalenza era 0,66.

Nell’analisi per eventi cardiovascolari separati, il diabete di tipo 1 è stato associato a un rischio inferiore di infarto miocardico, intervento coronarico percutaneo, ictus e ischemia degli arti rispetto al diabete di tipo 2. La probabilità complessiva di eventi cardiovascolari è stata inferiore nel tipo 1 rispetto al tipo 2 in tutte le categorie di età (ogni 10 anni), sia nei pazienti di sesso femminile che maschile, prima e durante/dopo la pandemia Covid-19 e dopo l’aggiustamento per comorbilità, emoglobina glicata (HbA1c) e creatinina sierica. Tra i due gruppi non vi erano differenze significative nelle percentuali di intervento di bypass.

I ricercatori hanno sottolineato che, anche se questi risultati rappresentano una buona notizia per i pazienti diabete di tipo 1, sono necessarie ulteriori ricerche specifiche per prevenire e trattare gli eventi cardiovascolari.

«I risultati dello studio suggeriscono che il rischio cardiovascolare associato al diabete di tipo 1 è inferiore a quanto si pensasse in precedenza, il che ha importanti implicazioni per la gestione di questi pazienti. I nostri risultati indicano che il diabete di tipo 1 è associato a un rischio significativamente inferiore di eventi cardiovascolari rispetto al diabete di tipo 2, anche dopo aver corretto vari fattori confondenti come età, gestione della malattia metabolica e funzionalità renale» ha affermato il primo autore Andrew Goldsweig, direttore della ricerca clinica cardiovascolare presso il Baystate Medical Center di Springfield, Massachusetts. «La potenza dei big data amplifica i risultati. Grazie all’enorme popolazione inclusa in questa analisi, siamo stati in grado di identificare un gran numero di persone con diabete di tipo 1 e confrontarle con quelle con diabete di tipo 2, fornendo una comprensione completa delle differenze nel rischio cardiovascolare».

«Il diabete di tipo 1 e di tipo 2 sono malattie fondamentalmente diverse. Il nostro studio dimostra che non è appropriato gestire tutte le persone con diabete nello stesso modo e che sono necessari studi dedicati al diabete di tipo 1 per comprendere gli approcci terapeutici più adeguati» ha commentato il coautore Bracha Goldsweig, endocrinologo pediatrico Baystate Medical Center. «Le persone con diabete di tipo 1 ora vivono una vita normale ed è fondamentale studiare questa popolazione per garantire che riceva le migliori cure possibili».

Referenze

Goldsweig, A. M., et al. (2025). Cardiovascular Event Prevalence in Type 1 Versus Type 2 Diabetes: Veradigm Metabolic Registry Insights. Journal of the Society for Cardiovascular Angiography & Interventions. 

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da Pharmastar

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